Pulizia del controsoffitto in legno

Le travi a vista donano indubbio fascino in qualsiasi ambiente della casa per un’atmosfera rustica e ruspante. Tuttavia, tutto questo viene sminuito se chi decide di ricorrervi non esegue una costante e regolare pulizia del controsoffitto in legno. Affinché rimanga in buono stato è necessario farlo. Prendersene cura esattamente quanto servirebbe laddove la scelta ricadesse sulle alternative, anche meno.

Polvere e sporco sono nemici terribili, fonte di germi nonché di batteri. Un’eccessiva trascuratezza li farà accumulare, tanto da rendere più complicato rimediarvi successivamente. Anziché lasciarsi prendere dal panico, tentando i rimedi più originali (e inefficaci), la chiave è essere costanti. 

 

Pulizia del controsoffitto legno: i vantaggi che ne conseguono

La pulizia al controsoffitto in legno, mantenuto sempre pulito, idratato e curato, conferirà pregio. Questo è un materiale a cui servono davvero le minime accortezze. Il buon senso, insomma.

In generale, ci sono pochissimi principi da seguire. Da evitare assolutamente prodotti aggressivi quali ammoniaca o candeggina cosicché il legno non s’impregni e reagisca, generando alterazioni. L’aspirazione è essenziale per togliere la sporcizia. 

Ove serva grattare, un accessorio apposito provvisto di beccuccio e spazzolino assolverà adeguatamente il compito. Infine, una passata con panno umido, asciugare e incerare con cera d’api. Et voilà… missione compiuta! 

Sono nocivi gli articoli contenenti acqua o attrezzi per la pulizia a vapore perché, assorbendo umidità, il legno finirebbe con il gonfiarsi e danneggiarsi. Invece di sortire benefici, si otterrà l’opposto.

Al momento di passare per il centro commerciale (od ordinare su internet) conviene prenderne atto. Benché appaia logico (basta applicare il senno) si tratta di uno dei tipici errori del principiante. 

Antitarlo e cera d’api

Per conservare il controsoffitto in buono stato è essenziale spalmare sull’intera superficie un valido prodotto antitarlo. Dopo aver pulito le travi i pori del legno risultano aperti, pronti ad assorbire l’olio ad effetto antitarlo. La sostanza, penetrando nelle fibre, lo manterrà sufficientemente idratato. 

A garantire un’efficace protezione ci pensano vernici apposite, quali la cera d’api. Naturalmente, l’ideale sarebbe sceglierla di un colore quanto più affine con l’essenza del legno. Il ricorso delle vernici protettive, solo quando è ben pulito e asciutto, permetterà di mascherare eventuali macchie. Se il soffitto è scuro e si vuole schiarirlo, passare sulle travi una soluzione a base di candeggina. Usufruirne mediante spugna disinfetterà la superficie ed eliminerà lo strato più superficiale di sporco. 

Alt. Non avevamo sconsigliato di rinunciare alla candeggina? Bravi, se lo avete notato allora siete stati attenti. In via ipotetica andrebbe evitato categoricamente. Ma nelle situazioni d’emergenza è lecito forzare a mano, entro certi limiti. In alternativa esistono in commercio specifici trattamenti sbiancanti, però abbastanza costosi.  

L’idropulitrice per la pulizia del controsoffitto in legno

Niente proibisce di utilizzare una idropulitrice, sebbene sia preferibile andarci cauti. Oltre alla polvere c’è il rischio che se ne venga via pure la tonalità del legno. Quantomeno vale la pena non ripetere il processo troppe volte di fila, bensì solamente nel caso in cui sia strettamente indispensabile. 

Qualche dubbio permane sulla frequenza della pulizia al controsoffitto in legno. Da un lato fregarsene è controproducente, dall’altro che effettuare le operazioni, soprattutto con determinate soluzioni (già illustrate in precedenza) arrecherà danni ancora peggiori. Dopo essersi intervenuti è infatti impossibile tornare indietro. La frenesia è, ancora una volta, cattiva consigliera. Piuttosto di fare acquisti senza cognizione di causa è ragionevole giocare d’anticipo e studiare. 

 

I trattamento qui analizzati possono essere ritenuti parte della cosiddetta manutenzione ordinaria e, in quanto tali, svolta abbastanza frequentemente. L’importante è darsi un limite da rispettare. In particolare, converrebbe pulire le travi tramite l’aspirapolvere o, in alternativa, i panni antipolvere ed espletare le mansioni almeno una volta circa ogni due mesi. Così facendo si farà a meno di adoperare la spatola, decisamente più invasiva. Per ciò che concerne invece la verniciatura con la cera d’api il suggerimento è di occuparsene due volte l’anno, una ogni 6 mesi, in modo da proteggere il legno e accertarsi che sia sempre brillante. 

Infine, laddove l’intenzione sia di conferire, oltre alla pulizia e al risanamento, un aspetto rinnovato alle travi della propria abitazione si potrebbe impiegare un prodotto a base di candeggina, versato a piccole dosi su una spugna umida. Un metodo grossolano, ma attendibile per quantificarlo prevede di testarlo su una porzione ridotta della trave, invece di intervenire sull’intera superficie. 

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